Gestire la tassa di soggiorno in pensione e hotel
Chi stabilisce la tassa di soggiorno, chi la deve – e come arriva correttamente su prenotazione e fattura, senza carte.
In molte località turistiche gli ospiti devono pagare al comune un'imposta per ogni notte: la tassa di soggiorno. Di regola la riscuote il gestore. Sembra semplice, ma nel quotidiano solleva domande: chi è esente? È soggetta a IVA? E come tenere il conto per la dichiarazione al comune?
Nota: ogni comune o cantone stabilisce le proprie regole. Questo articolo spiega i principi; fa sempre fede il regolamento del tuo comune.
Che cos'è la tassa di soggiorno?
Con la tassa di soggiorno i comuni finanziano l'offerta turistica – sentieri, carte ospite o eventi. Il nome cambia da paese a paese:
- Svizzera (Ticino): tassa di soggiorno, in alcuni cantoni affiancata da una tassa di promozione turistica.
- Italia: imposta di soggiorno, istituita dal comune, con importi e esenzioni definiti nel regolamento comunale.
- Germania e Austria: Kurtaxe, Gästebeitrag o Ortstaxe; alcune città tedesche aggiungono un'imposta sui pernottamenti.
Di solito è un importo fisso per persona e per notte. Alcuni comuni lo differenziano per stagione, zona o tipo di struttura.
Chi paga, chi riscuote?
La tassa di soggiorno è di regola dovuta dall'ospite. Il gestore deve però riscuoterla, dichiarare i pernottamenti e versare l'importo al comune – ogni mese, ogni trimestre o una volta a stagione, a seconda del luogo. Se dimentica di riscuoterla, spesso ne risponde lui stesso.
Chi è esente?
Ogni comune decide le proprie esenzioni. Le più comuni:
- bambini fino a una certa età (spesso 6, 12 o 16 anni)
- persone con disabilità e il loro accompagnatore
- ospiti in viaggio di lavoro – a seconda del regolamento, spesso con attestazione del datore di lavoro
Annota esenzioni e attestazioni per ogni prenotazione. In caso di controllo devi poter dimostrare perché un ospite non ha pagato.
Tassa di soggiorno e IVA
La tassa di soggiorno non è il corrispettivo di un servizio della tua struttura, ma un'imposta che riscuoti per conto del comune. Per questo va in fattura senza IVA, come voce a sé, separata da pernottamento e colazione. Se la includi nel prezzo della camera, la fai rientrare per errore nella prestazione imponibile.
Come gestire bene la tassa di soggiorno
- Registra l'aliquota: importo per persona e per notte secondo il regolamento comunale – tutte le aliquote se varia con la stagione.
- Calcola a ogni prenotazione: adulti × notti × aliquota, bambini ed esenti a parte.
- Voce separata in fattura: senza IVA.
- Consegna la carta ospite se il tuo comune ne prevede una – spesso è legata alla tassa di soggiorno.
- Dichiara in tempo: somma i pernottamenti per periodo e trasmettili al comune.
Domande frequenti sulla tassa di soggiorno
Devo riscuoterla anche per le prenotazioni Airbnb o Booking.com?
Sì, l'obbligo è del gestore, qualunque sia il canale. In alcune località Airbnb riscuote e versa direttamente la tassa di soggiorno. Verifica se vale per il tuo comune, così non la fai pagare due volte.
Posso includerla nel prezzo della camera?
Molti comuni chiedono che sia indicata separatamente. Anche dal punto di vista fiscale la voce separata senza IVA è la strada sicura.
E se un ospite non vuole pagarla?
Ricorda l'obbligo, meglio già nella conferma di prenotazione. Se non paga comunque, in molti comuni devi versare tu l'importo. Nel dubbio chiedi al comune come procedere.
Tassa di soggiorno proposta in automatico
In Stay-Board inserisci l’aliquota della tassa di soggiorno nelle impostazioni dell’Hotel. Quando crei una prenotazione l’app propone l’importo (adulti × notti) e lo aggiunge in fattura come voce senza IVA. Per gli ospiti aziendali compare un avviso che la tassa può non essere dovuta.
Inizia gratis